Questo articolo nasce da una considerazione tanto banale, quanto sottovalutata: scrivere in maniera semplice, è faticoso!

Prima di scrivere qualsiasi cosa dobbiamo tenere conto di alcuni “ostacoli”:

1- La gente, oggi, legge in movimento. Il che significa che il tuo articolo, se pur dettagliato e ricco di concetti, non ha alcuna possibilità di essere letto, se non gli dai un ritmo (tra poco ti spiegheremo come).

2- Circa il 47% degli italiani, sono analfabeti funzionali. Non significa che la metà della popolazione non sa leggere o scrivere, anzi. Significa che pur sapendo leggere e scrivere, una persona su due non riesce a comprendere le informazioni o meglio i concetti che vogliamo trasmettergli.

3- Secondo gli ultimi test effettuati da neuroscienziati, il lettore tende a dedicare la propria attenzione solo al primo paragrafo, al massimo, alla prima metà del secondo. Dovremmo quindi sbrodolare contenuti assolutamente fuori tema per le prossime cinquanta righe, consce del fatto che la metà di voi non arriverà alla fine? Certo che no. Il nostro compito dovrebbe essere invece di farvi venire l’acquolina in bocca con contenuti talmente chiari e semplici, da tenervi incollati fino all’ultima riga.

La cattiva notizia è che la maggior parte dei testi scritti sul web non supera tutti questi ostacoli, cadendo rovinosamente durante la corsa. La buona notizia è che se li salti tutti e tre otterrai un testo leggibile (dove leggibile non sta per “passabile” o “mediocre”, ma per un contenuto ad alto tasso di leggibilità, quindi comprensibile per un gran numero di lettori).

Partiamo quindi dal ritmo.
Per rendere un testo ritmato, in modo che non ti venga il fiatone, prima di aver finito una frase, dovremo alternare frasi lunghe e brevi. Queste ultime conviene utilizzarle all’inizio o alla fine del tuo articolo, perché creeranno quello che a noi piace chiamare effetto “ghigliottina”: poche parole, cariche di senso che troncano il discorso lasciando il lettore a bocca aperta. Ogni periodo dovrà contenere all’incirca 20, massimo 30 parole, a volte 3, ma mai più di 32. Un buon mix, creerà la giusta musicalità.

La parte più difficile sarà proprio la scelta delle parole da utilizzare.

Farsi comprendere significa semplificare, non banalizzare.

Le regole della linguistica definiscono un testo leggibile se le parole da cui è composto, rientrano nel dizionario base della lingue italiana (che trovi qui). In linea generica potremmo dire che la via migliore è quella in cui si abbandonano giri di parole, per privilegiare concetti semplici. Ad esempio, perché utilizzare “nell’intento di…” se possiamo usare “per”?

Infine per superare il nostro terzo ostacolo, non dovremo per forza scrivere micro testi, ma limitarci a mettere i concetti chiave in prima linea. Togliamo le sbavature e andiamo dritti al punto!

Faticoso vero? Ma senz’altro più efficace!